Nella vita accade che il clamore del mondo soffochi la nostra luce interiore. Preoccupazioni quali il lavoro, la nostra salute, la salute dei nostri cari, i soldi, le nostre speranze disilluse, spengono o abbassano questa luce.
Chi può soccorrerci nei momenti di difficoltà?
Quali parole dobbiamo ascoltare tra le miriadi che rimbombano nelle nostre orecchie? Possiamo davvero condividere con gli altri i sogni e i rimpianti?
Vorrei raccontare, cari fratelli e sorelle, di come ho trovato risposte a queste domande, e di come abbia riacceso la mia luce interiore.
Quando decisi di prendere le lezioni dai missionari, le parole che ascoltavo mi lasciavano più confuso che persuaso; dubbi, scetticismo e ignoranza accompagnavano la mia mente, mi sentivo bloccato. Ne parlai, scoraggiato, ad un fratello della chiesa caro al mio cuore, dicendogli sostanzialmente che non li capivo, che non capivo niente: “Se tu cerchi un significato storico – letterario nelle scritture non approderai a niente. Leggi, prega e medita non con la mente ma con il cuore”, mi disse semplicemente.
E qui viene il bello! Come potevo solo sperare di ottenere una qualche risposta? Da quanto tempo la mia fede non veniva usata? Ma una notte, nel profondo di un sogno, mi ritrovai a parlare con questo mio caro amico membro della chiesa, di tutte queste cose, dicendogli: “ma non lo so, ma sono cose strane, ma come si fa credere senza vedere?”. Ricordo distintamente che si girò e guardandomi negli occhi mi disse semplicemente: “Lasciati andare”.
Mi risvegliai si soprassalto, incredulo circa quanto era accaduto. “E adesso”, mi dissi, se questo era un segno io come avrei dovuto reagire? Cosa avrei dovuto fare? Ma io ero ateo? La fede, la preghiera, mi sono sempre detto, non sono cose per te. Ora come la mettiamo? Cosa avrei dovuto fare per seguire questa strada, in cui Dio e Gesù cristo, sono tutto? Scoraggiato mi dicevo: “hai sempre agito in maniera sbagliata, sei troppo vecchio per cambiare, tu non sei buono, non te lo meriti". Era come essere caduto in una palude che mi bloccava.
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