
Spesso si sente parlare di crisi della famiglia e di valori coniugali perduti. Quasi come se la famiglia fosse un concetto ormai superato, demodè. Non si può negare che i cambiamenti ci sono, ma la domanda che mi piace porgere a tutti è: “Questi cambiamenti sono dovuti a una reale crisi dei valori, oppure a condizioni sociali che spingono verso certe scelte? In altre parole, i giovani che non si sposano lo fanno per scelta oppure perché non ci sono più le condizioni socio-economiche per farlo? Se ci fossero tutte le condizioni sociali che agevolano la vita coniugale, le giovani coppie sceglierebbero ancora la convivenza oppure opterebbero per il matrimonio? Mantenere una famiglie è sicuramente un impegno, le condizioni socio-economiche non agevolano le unioni e rendono ancora più difficile avere dei figli. In pratica, al giorno d'oggi, avere una famiglia è quasi un lusso.
Ma è vero che il valore del matrimonio è in crisi? Tutti dicono così, eppure mentre le coppie etero sessuali tendono verso la convivenza, le coppie omosessuali invece cercano l'unione matrimoniale. Questo non fa pensare che in fondo in fondo il principio del matrimonio è ancora vivo nell'animo umano?
Mentre per taluni il matrimonio è in dubbio, per certi altri il matrimonio, la famiglia è una missione, uno stile di vita, forse sono in pochi, non lo so, ma ci sono e vogliono a tutti i costi una famiglia. I problemi, per questi altri non sono un ostacolo ma una sfida, un motivo di esistenza. I litigi non sono un segno di crisi, ma un'occasione per superare le proprie debolezze, e affinarsi
sempre di più al coniuge. In somma, ogni cosa si può superare quando c'è il desiderio di amare, la volontà di continuare. A mio modesto parere, il divorzio non è una manifestazione della crisi del principio della famiglia, ma una manifestazione di crisi individuale. Chi divorzia lo fa per tanti motivi, ma soprattutto per una crisi individuale che ricade inevitalbimente sul coniuge.
La domanda che mi pongo spesso è: “Cosa sarebbe la società senza la famiglia?”. Sicuramente ognuno di noi ha una risposta diversa a questa domanda.
Vedi anche "la poliamoria".