I principi morali della società civile non possono essere messi ai voti, in altre parole la maggioranza non può decidere la morale della civiltà, perché la morale non è una moda che cambia ogni sei mesi. La morale è lo spirito della società, la spina dorsale della civiltà ed è la stessa nel corso dei secoli. Una società può definirsi civile quando i modelli di vita sono tali da garantire diritti e doveri. Al contrario, se la società segue modelli di vita inappropriati, sarà altrettanto “normale” che soffra di problemi come la corruzione, la concussione, la raccomandazione, il nepotismo, l’abuso di potere, e così via. Senza dimenticare tutti gli altri sintomi di una società corrotta e degenerata come la violenza sessuale, l’abuso sui minori, l’egoismo, l’inganno, il furto e via dicendo.
Le istituzioni governative e sociali, gli enti pubblici, i mass media, ecc., ecc., hanno l’obbligo civile di mantenere i modelli di vita ad un livello consono. La scuola dovrebbe “educare” l’individo alla morale; i mass-media dovrebbero collaborare con le istituzioni per selezionare immagini, filmati, e dialoghi tali da non scandalizzare o offendere l’opinione pubblica. In altre parole, un canale televisivo dovrebbe proporre solo programmi “sani”, accettabili da tutti e non come spesso accade, che per attirare gli ascolti, si propongono immagini, video ed espressioni comunemente definite “volgari” o di cattivo gusto.
La pornografia, per esempio, è stata bandita da tutti i canali televisivi [pubblici e privati], ma su internet è però possibile, senza un minimo controllo, accedere a siti web che propongono filmati pornografici amatoriali e professionali. Non è forse responsabilità dei governanti impedire la pubblicazione di video pornografici? Come la legge impedisce alle TV di trasmettere film pornografici, non dovrebbe allo stesso modo impedire ai gestori di linee internet che ospitano siti web, la pubblicazione di immagini e video pornografici?
Molto curioso è il fatto che in quasi tutto il mondo sono proibiti e penalizzati siti web che incitano la violenza o che favoriscono il terrorismo, ed è da chiedersi come mai questa regola non venga applicata anche per i siti web che propongono pornografia, eppure quasi tutti gli stati del mondo definiscono la pornografia “immorale”. Forse la pornografia, pur essendo giudicata immorale, non è così pericolosa come la violenza e il terrorismo? Eppure sono in tanti nel mondo, tra gli studiosi del fenomeno, a definire la pornografia pericolosa non solo per l’individuo, ma anche per la famiglia e per la società.
La pornografia è definita un male mentale e spirituale e crea dipendenza, proprio come la droga; la droga intossica il corpo, la pornografia intossica l’animo. Non è un opinione, è un dato di fatto clinicamente dimostrato. Il “porno-dipendente” manifesta gli stessi sintomi di un tossico-dipendente: stati di nervosismo che si trasformano in atti di violenza, mancanza di rispetto per gli altri e in particolare per quelli del sesso opposto, desiderio impulsivo di vivere scene di sesso sfrenato, tendenza alla prostituzione e così via, pur di vedere o assistere a scene di sesso.
A mio modesto parere dovrebbe essere un dovere di tutti combattere la diffusione della pornografia. Ignorare il problema equivale a lasciare aperta una piaga che lentamente porta in cancrena. I nostri giovani, i nostri figli sono le prossime probabili vittime. Facciamo qualcosa adesso, non aspettiamo a curare, quando possiamo prevenire.
VDC-2010 |