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LA RELIGIONE

L'uomo e DioIl termine “religione” non è ben definito ne dagli stessi religiosi ne dalla filosofia. Esistono disperati tentativi per definire la religione e molti di questi sono discordanti tra di loro. Prendiamo per esempio Cicerone, S. Agostino, Lattanzio, S. Tommaso, tutti questi hanno dato una definizione diversa della religione. In pratica, ognuno di noi ha una propria definizione della religione, chi per idee proprie e personali e chi perché abbraccia l'idea di qualche pensatore. Anche tu che stai leggendo queste righe, probabilmente hai una tua idea di che cos'è la religione.
La religione esiste da quando il primo ipocrita ha incontrato il primo imbecille
[1].
Questa estrema citazione di Voltaire non è altro che un offesa verso chi crede, in chi professa una fede. Inutile raccogliere le provocazioni di Voltaire, da qui le leggo e da qui le dimentico. Cito Voltaire solo per evidenziare la presunzione e l'arroganza di certi atei che credono di essere superiori o più intelligenti dei credenti. Se le cose dovessero stare come indicato da questi atei, allora la popolazione umana sarebbe composta al 99% di ipocriti e imbecilli, meno male che c'è quel 1% di atei che si salva dalla categoria. Come 1%? Gli atei sono molto di più. L'uno per cento di cui parlo non sono tutti gli atei che sono sicuramente di più, ma di quel 1% che dice di sapere, che si sente superiore a chi crede in qualcosa di superiore o crede in Dio o che pratica una qualsiasi religione. Molti di questi atei, non sono altro che predicatori, perché questa forma di ateismo crea discepoli, dove ci sono discepoli c'è un predicatore e dove si predica si adora qualcosa, in pratica voglio dire che gli atei, i primi nemici della religione sono essi stessi dei religiosi e adorano la ragione. Sono religiosi e dogmatici quando chiudono gli occhi davanti a eventi straordinari e inspiegabili, eventi che la gente comunemente attribuisce a Dio o ad un essere superiore. Gli atei chiudono gli occhi della ragione anche verso quei sentimenti naturali dell'essere umano, quando l'uomo cerca Dio. Non sto parlando di quando nella disperazione ci si aggrappa ciecamente a qualcosa di superione per vincere lo sconforto e la paura, ma a quei sentimenti naturali che nascono nell'intimo dell'essere aldilà del bene e del male, aldilà della condizione sociale e della disperazione, aldilà di ogni ragionamento, esiste un sentimento naturale che spinge l'essere umano a credere in Dio, chi nega questo sentimento nega la propria natura e chiude gli occhi davanti a se stesso.

[1] Voltaire, citato in Antonio Lopez Campillo, Juan Ignacio Ferreras, Corso accelerato di ateismo, traduzione di Silvia Rupati, Castelvecchi Editore, 2007, p. 28.

 
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