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FRANCESCO GUCCINI
 
ALLA RICERCA DELLE PROPRIE RADICI
 
Cover di Giovanni Bogani

Il nome FRANCESCO deriva da FRANCO
"libero". Vengono usati i seguenti diminutivi: Chicco, Chicca, Cesco, Checco, Cecco.

Il cognome GUCCINI deriva da GUCCI
Si tratta di un ipocoristico, vezzeggiaitivo diminutivo di Uguccio, divenuto Gucci poi Gucci, Guccini. Deriva da UGO dall'antico tedesco Hug e significa "spirito perspicace".

Nel 1972 ha pubblicato il suo quarto album "Radici". Il tema dell'album è la ricerca e la riscoperta delle proprie radici, simboleggiata anche dalla copertina del disco dove, sullo sfondo del cortile della vecchia casa, sono raffigurati sul fronte i nonni e i prozii di Guccini (tra cui anche Enrico, la cui vicenda verrà raccontata anni dopo in "Amerigo") e sul retro lo stesso Guccini con la prima moglie Roberta, ad indicare la continuità della discendenza familiare. La casa di famiglia è lo spunto di partenza della prima canzone del disco, "Radici".

«E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi che non sono più quei fantastici giorni all'asilo.»

Copertina del CD Radici, Francesco Guccini

RADICI
(musica e parole di Francesco Guccini)

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un' aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai,
se vuoi capire l'anima che hai...

Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te,
come il fiume che ti passa attorno,
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei,
lentamente, giorno dopo giorno
ed io, l'ultimo, ti chiedo se conosci in me
qualche segno, qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te
risposta ad ogni cosa non capita,
risposta ad ogni cosa non capita...

Ma è inutile cercare le parole,
la pietra antica non emette suono
o parla come il mondo e come il sole,
parole troppo grandi per un uomo,
parole troppo grandi per un uomo...

E te li senti dentro quei legami,
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani,
ma non comprendi più il significato,
ma non comprendi più il significato...

Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi,
tutto è morto e nessuno ha mai saputo
o solamente non ha senso chiedersi,
io più mi chiedo e meno ho conosciuto.
Ed io, l'ultimo, ti chiedo se così sarà
per un altro dopo che vorrà capire
e se l'altro dopo qui troverà
il solito silenzio senza fine,
il solito silenzio senza fine...

La casa è come un punto di memoria,
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza,
e provi un grande senso di dolcezza...

 
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