
Umberto I di Savoia, secondo re d'Italia, figlio di Vittorio Emanuele II, conosciuto come il re cattivo.
Quand’ero piccolo, la mia nonna mi raccontava un po’ di storie del passato, tra queste c’era quella di un re buono che fu ucciso ingiustamente. Si trattava del re Umberto I di Savoia, assassinato in attentato dall’anarchico Gaetano Bresci il 29 maggio 1900.
Ai tempi della mia nonna le informazioni non erano molto veloci come ai nostri giorni, inoltre tutte le notizie erano filtrate, adattate, alla gente comune la verità veniva nascosta, tutta la verità sugli eventi della storia era manipolata. Per anni si è tentato di nascondere o alterare la verità su Umberto I di Savoia.
Umberto, Raniero, Carlo, Emanuele, Giovanni, Maria, Ferdinando, Eugenio di Savoia fu Re d’Italia dal 1878 al 1900. Il 17 novembre 1878 ci fu il primo tentativo di assassinarlo, un anarchico lucano, Giovanni Passannante, tento di ucciderlo senza riuscirci. Il Passannante venne condannato a morte come stabiliva la legge, ma Umberto I (nella sua infinità bontà) commutò la sentenza in un carcere a vita alla "Fenestrelle", dove le condizioni erano disumane: la sua cella sarebbe stata alta solo 140 centimetri, senza alcun tipo di servizio igienico e con 18 chilogrammi di catene ai piedi, in montagna con una piccola finestra sempre aperta, anche d'inverno.
Umberto I raccolse dissensi da tutte le regioni d’Italia, la sua politica puntava al rafforzamento dello stato e ignorava i gravi problemi del popolo che soffriva letteralmente la fame.
Nel maggio del 1898, a Milano la crisi economica era gravissima, i milanesi erano, come nel resto dell’Italia costretti ad emigrare. I milanesi insorsero con una protesta che passo alla storia come “la protesta dello stomaco”. La protesta durò vari giorni, a fermarla ci pensò Fiorenzo Bava Beccaris sparando sulla folla, fu una carneficina, italiani che uccidevano altri italiani (fratelli d’Italia).
Beccaris, invece di essere punito per la carneficina che aveva generato fu insignito da Umberto I con la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia. Con questo gesto, Umberto I aveva firmato il massacro dei milanesi e fu odiato e criticato dal popolo che lo vedeva come un re cattivo, un re che uccide i propri sudditi.
I tentativi di mascherare il gesto di Umberto I sono stati tanti, ancor oggi c’è chi lo difende, su Wikipedia possiamo trovare una nota senza fonte che cerca di scusare il gesto di Umberto I dando colpa ai suoi consiglieri.


L’odio per Umberto I non si ferma e la notizia si diffonde rapidamente fino in America dove era immigrato l’anarchico Gaetano Bresci. Bresci venne apposta in Italia per uccidere Umberto I. La sera di domenica 29 luglio 1900, a Monza, Bresci uccise Umberto I sparandogli contro tre o quattro colpi di pistola.
Il Bresci fu condannato a morte, ma anche per lui ci fu un mutamento della pena come al Passannante.
Il Bresci passerà alla storia come il folle anarchico che uccise il re d’Italia, ma Umberto I passerà alla storia come il re che uccise i suoi sudditi.
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